L’evoluzione dei linguaggi di programmazione

Proprio come una lingua “parlata”, anche i linguaggi informatici hanno la loro storia ed evoluzione. La differenza sta nel fatto che, nello sviluppo dei software, un linguaggio viene adoperato fino a quando è considerato funzionale, altrimenti viene abbandonato. In altri casi, il linguaggio è talmente versatile da potersi adattare anche alla scrittura di programmi sempre più evoluti.

Quali sono le caratteristiche di un linguaggio informatico che funziona? Prima di tutto deve poter essere piuttosto semplice, per poter essere memorizzato e utilizzato; in secondo luogo deve avere la possibilità di programmare un numero altissimo di funzionalità.

Le cinque generazioni

Proprio come in un processo evolutivo, i diversi step che hanno caratterizzato questi linguaggi (anche dal punto di vista della loro collocazione storica), sono divisi in cinque generazioni. Nella prima, troviamo tutti quei procedimenti di sviluppo le cui funzionalità e istruzioni erano legate a un certo hardware. Si trattava, insomma, di linguaggi che erano intraducibili per altre macchine. Entrano a far parte dell’ultima generazione (la quinta) tutti quei linguaggi che hanno grandi possibilità di adattamento, e che sono stati realizzati per campi come l’AI e la robotica. I linguaggi maggiormente conosciuti a livello di programmazione, come Java e C++, appartengono al terzo livello di evoluzione.

Caratteristiche comuni

Dallo short code fino al Fortran al BASIC degli anni Cinquanta, il Pascal e allo C degli anni Settanta, fino ad arrivare ai più strutturati linguaggi utilizzati oggi, tutti questi insiemi di istruzioni informatiche hanno in comune il fatto di avere un lessico, una semantica e una sintassi.

Cos’è “Hello world!”

Quando si inizia un percorso formativo in un determinato linguaggio, la tradizione vuole che la prima serie di comandi debba eseguire la scritta “Hello world!”, che quindi apparirà sullo schermo una volta configurato correttamente il relativo programma di istruzioni. Questo esempio venne usato dai celebri autori Ritchie e Kernighan nel loro manuale dedicato al linguaggio C. Da allora, sono le prime parole che vengono scritte dagli studenti di tutti i diversi linguaggi informatici.